La proiezione del film CHRISTSPIRACY il 28 marzo ad Alessandria, a ridosso delle festività pasquali, ha registrato il tutto esaurito: la sala multimediale del Museo della Gambarina era al completo, come non si vedeva dai tempi delle prime conferenze "Animali e Umani". Forse merito della campagna pubblicitaria a manifesti che ha interessato la città e i sobborghi, iniziata una dozzina di giorni prima della proiezione e/o merito dell'argomento trattato.

L'Ultima Cena, il celebre dipinto murale di Leonardo da Vinci in un fotogramma del film
CHRISTSPIRACY, un docufilm indipendente del 2024 di Kip Andersen e Kameron Waters, esplora se esista un modo spirituale o etico di uccidere un animale. Si propone di portare alla luce quello che definisce "il più grande insabbiamento degli ultimi 2000 anni". Qual è dunque questo "insabbiamento"? Tutte le principali religioni prescrivono di non uccidere, ma questo messaggio originario, che includeva anche di non uccidere gli animali, è stato poi travisato, per convenienza, così degli animali, del non mangiarli e della compassione anche nei loro confronti, non è rimasto quasi più nulla.

Tutte le religioni prescrivono di non uccidere, la compassione è il filo conduttore
Nonostante il messaggio originario fondato sui principi di compassione e nonviolenza, incusa quella sugli animali, le religioni hanno poi avuto un ruolo di oggettiva deresponsabilizzazione verso il mondo animale. Questo «Perché ovviamente hanno vinto i carnivori. Come si suol dire, la storia la fanno i vincitori, e ora ne subiamo le conseguenze», come dice nel film il teologo Prof. Andrew Linzey, pioniere della teologia degli animali.

Manifesti pubblicitari, 150 in tutta la città, sobborghi compresi
Non è possibile essere persone spirituali e mangiare animali, «Perché essere una persona spirituale vuol dire sapere che uccidere questo, distruggere quello, significa passare dal compiuto all'incompiuto. Come può una persona spirituale fare questo? La spiritualità è andare dall'incompleto al completo». - Cit. nel film di Acharya Prashant, Guru mistico.

Allestimento con un banchetto informativo vicino allo schermo
| In conclusione non esiste un modo spirituale per uccidere un animale, non esiste un modo giusto per fare la cosa sbagliata. L'invito finale è di vivere in modo coerente con i principi di compassione, nonviolenza e rispetto per il creato. |
Il film è stato visto da circa cinquanta persone e nonostante la durata (un'ora e 45 minuti), pochissime sono andate via prima della fine. A fine proiezione è seguito un dibattito. Un punto controverso riguardava la traduzione dall'ebraico della parola dominio, il mandato dato all'uomo da Dio in Genesi 1,26-28. "Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra»".
Nel film, la parola che viene usata per dominio è gestire, con il significato di essere il custode. Secondo il Prof. Linzey, dominio vuol dire semplicemente che abbiamo la responsabilità di prenderci cura dell'Ordine creato. Per amor di verità, abbiamo allora ricordato quanto disse il Prof. Gino Ditadi in una conferenza dal titolo "Le grandi religioni e gli animali", sempre alla Gambarina: «La terminologia nei versi 1,26-28 è una terminologia molto precisa, che qualcuno tenta di mettere tra parentesi, ma se noi dobbiamo valutare quale ruolo possono svolgere le religioni [oggi] per frenare la caduta, dobbiamo dire le cose come stanno. La terminologia è molto precisa: kabash e radah, cioè soggiogare e dominare.»". Insomma, per Ditadi, soggiogare e dominare hanno un significato inequivocabile, ben lontano da custodire.
Sito ufficiale del film
https://www.christspiracy.com